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Prova orale nei concorsi pubblici. Sorteggio delle domande e svolgimento della prova orale in un’aula aperta al pubblico.

Prova orale nei concorsi pubblici. Sorteggio delle domande e svolgimento della prova orale in un’aula aperta al pubblico.

In questo periodo si stanno svolgendo le prove selettive di diverse procedure concorsuali, tra cui quelle per la selezione di docenti nella scuola pubblica e quelle per dirigenti medici ed infermieri. In diverse occasioni le commissioni esaminatrici hanno proceduto allo svolgimento delle prove orali, o colloqui, in palese violazione della specifica normativa sullo svolgimento dei concorsi pubblici. In particolare si fa riferimento al D.P.R. 487/1994 e, per quanto concerne il personale sanitario, anche ai D.P.R. 483/1997 e D.P.R. 220/2001,    i quali sanciscono il principio inderogabile ed immodificabile secondo cui la commissione esaminatrice, prima della prova orale, formula i quesiti da sottoporre ai candidati, che dovranno essere somministrati ai candidati mediante estrazione a sorte. In nessun caso, quindi, la commissione esaminatrice di un pubblico concorso può evitare il sorteggio delle domande da porre ai candidati, e ciò, a prescindere da qualsiasi motivazione addotta dalla stessa. La giurisprudenza amministrativa ha più volte chiarito che la regola del sorteggio delle domande è una regola generale ed inderogabile a garanzia della trasparenza delle prove concorsuali. Al fine di invalidare le prove orali, quindi, non occorre provare altro. In caso di mancato sorteggio delle domande la prova orale è radicalmente viziata e deve sempre essere annullata e ripetuta.

Sempre con riferimento alla prova orale, il problema ha investito anche la possibilità per la commissione esaminatrice di far svolgere le prove in aule non aperte al pubblico. Anche questo contrasta nettamente con quanto previsto dalla suindicata normativa, e pertanto, la giurisprudenza amministrativa ha chiarito che anche in tale ipotesi le prove orali siano irrimediabilmente viziate, e come tali vadano annullate e ripetute. E’ accaduto più volte che la commissione esaminatrice impedisse ai candidati in attesa di sostenere la prova orale di assistere alle prove dei colleghi, con la motivazione di voler impedire che gli stessi potessero essere avvantaggiati dal fatto di ascoltare in anticipo domande poi ripetute. Il Consiglio di Stato, confermando una pronuncia di primo grado, ha ribadito che le prove orali di qualsiasi procedura concorsuale debbano sempre svolgersi in un’aula aperta al pubblico in modo che chiunque possa assistervi. Di conseguenza, nel caso in cui la commissione esaminatrice chieda ai candidati in attesa di essere esaminati di attendere il loro turno in una stanza separata, pone in essere un comportamento certamente illegittimo e, in caso di bocciatura, il candidato potrà senza dubbio ottenere l’annullamento di tale bocciatura dinnanzi al tribunale amministrativo competente.

Se avete un problema simile o che comunque concerne la tematica dei concorsi pubblici, non esitate a contattarci per una consulenza personalizzata.

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