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Illegittimo il trasferimento/mobilità unilaterale del medico ospedaliero

Illegittimo il trasferimento/mobilità unilaterale del medico ospedaliero

Un dirigente medico a tempo indeterminato in servizio presso il Pronto Soccorso di un Ospedale pubblico, presentava domanda di mobilità interna per ottenere il trasferimento presso un Reparto dello stesso Ospedale. All’esito dell’istruttoria, la domanda del nostro assistito veniva accolta e lo stesso otteneva il trasferimento. Qualche giorno dopo, tuttavia, con successivo provvedimento l’ASL disponeva la revoca del trasferimento, decidendo che il Dirigente medico dovesse  continuare a prestare la sua attività lavorativa presso il Pronto Soccorso. Il Dirigente medico si rivolgeva al nostro studio e, – valutata l’illegittimità della revoca unilaterale del trasferimento già perfezionatosi, – adivamo il Tribunale del Lavoro. Ciò in quanto, il rapporto di lavoro tra Dirigente medico ed ASL è un rapporto paritetico, nel quale non viene in rilievo l’esercizio di poteri autoritativi da parte dell’amministrazione. Anzi, l’ASL è tenuta  a comportarsi al pari di qualsiasi privato datore di lavoro. Ciò significa che una volta che il trasferimento si è perfezionato, la revoca unilaterale equivale ad un nuovo trasferimento unilaterale che, tuttavia, non è consentito, poiché contrario sia alla normativa vigente, sia al CCNL della dirigenza medica, secondo la quale, salvo i casi temporanei ed urgenti, per il trasferimento occorre sempre il consenso del Dirigente medico ospedaliero.

Con provvedimento cautelare urgente del 23/07/2019 il Tribunale del Lavoro ha sospeso la revoca unilaterale del trasferimento, ordinando che il Dirigente Medico ospedaliero resti assegnato al Reparto prescelto.

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