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Previdenza. Nessun obbligo di rivedibilità per le patologie previste dall’art. 6 della Legge 80/2006

Previdenza. Nessun obbligo di rivedibilità per le patologie previste dall’art. 6 della Legge 80/2006

Capita spesso che l’Inps in sede di accertamento della condizione di invalidità, soprattutto con riferimento ai minori sordi che percepiscono l’indennità di comunicazione, ometta di riconoscere la condizione di “non rivedibilità. In tal caso, il minore sarà costretto a sottoporsi nuovamente a visita dopo qualche anno, con tutte le conseguenze che ciò comporta, anche in termini di stress. Eppure la legge sul punto è chiarissima. L’art. 6 della Legge n.80/2006, prevede che: I soggetti portatori di menomazioni o patologie stabilizzate o ingravescenti, inclusi i soggetti affetti da sindrome da talidomide, che abbiano dato luogo a riconoscimento dell’indennità di accompagnamento o di comunicazione sono esonerati da ogni visita medica finalizzata all’accertamento della permanenza della minorazione civile o dell’handicap. L’equivoco nasce dal fatto che il D.M. 2 agosto 2007, al fine di individuare le patologie rispetto alle quali sono escluse le visite di controllo e di revisione sulla permanenza dello stato invalidante,  indica espressamente 12 patologie, tra cui: “Deficit totale dell’udito, congenito o insorto nella prima infanzia. Diagnosi della specifica condizione patologica causa di sordità prelinguale e conseguente grave compromissione dell’autonomia personale. Valutazione funzionale: esame audiometrico; impedenziometria; potenziale evocati uditivi”. Da qui, l’Inps erroneamente esclude la condizione di “non rivedibilità” tutte le volte in cui ritiene insussistente il deficit totale dell’udito. Sono ormai tantissime le famiglie che si sono rivolte al nostro studio per ottenere il riconoscimento della condizione di “non rivedibilità”. I tribunali ci hanno sempre dato ragione, ravvisando che il D.M. 2 agosto 2007 effettivamente operi una illegittima restrizione della platea dei soggetti non rivedibili rispetto alla previsione normativa di cui all’art. 6 della Legge 80/2006. Dunque è solo a questa norma che occorre fare riferimento per valutare la sussistenza del requisito per il riconoscimento della “non rivedibilità“. Di conseguenza, tutti i sordi prelinguali (sordità insorta prima dei 12 anni) a cui sia stata riconosciuta l’indennità di comunicazione hanno diritto a vedersi riconosciuta la condizione di “non rivedibilitàe quindi ad essere esonerati dalle future visite di accertamento della condizione di invalidità.

Se avete un problema simile o che comunque concerne il diritto previdenziale, non esitate a contattarci per una consulenza personalizzata.

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